Bonus Casa Cessioni sempre più difficili

8 Febbraio 2022 
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Il decreto Sostegni-ter irrompe sul mercato delle cessioni dei bonus casa mentre non sono ancora pienamente operative le regole dettate dalla legge di Bilancio. Il quotidiano Il Sole 24 Ore approfondisce il tema trattato.

"Il decreto legge 4/2022 impone lo stop alle cessioni dei crediti d’imposta successive alla prima, superbonus compreso (facendo salve solamente quelle comunicate prima del prossimo 7 febbraio: un brevissimo periodo transitorio).

La manovra, inoltre recependo il decreto Antifrodi, ha introdotto una “franchigia” che limita le situazioni in cui i bonus casa ordinari diversi dal 110% – per essere ceduti o usati con sconto in fattura – devono avere l’asseverazione di congruità della spesa e il visto di conformità.

In particolare, se ne può fare a meno:

per gli interventi qualificati come attività edilizia libera dal Testo unico dell’ediliza, dal glossario dell’edilizia libera o dalle norme regionali;

per i lavori di importo complessivo non superiore a 10mila euro.

Dal 4 febbraio viene adeguato il canale telematico delle Entrate per rendere possibile la comunicazione delle cessioni prive di asseverazione e visto in base a questa “franchigia” quindi comunicare la cessione delle spese pagate nel 2022.

Un aggiornamento lento che ha creato non poche difficoltà a imprese e professionisti. Ad esempio, chi si è trovato nei primi giorni dell’anno a dover cedere un credito per lavori da 8mila euro eseguiti l’anno scorso ha dovuto scegliere: pagare l’asseverazione e il visto (e tentare di vendere subito il bonus) o aspettare l’attuazione della franchigia?

Dopo aver accolto con soddisfazione la proroga fino al 2024 di quasi tutti i bonus ordinari (tranne bonus facciate e barriere architettoniche), gli operatori hanno dovuto constatare che la monetizzazione immediata delle detrazioni edilizie è diventata molto più complicata.

Lo stop alle cessioni successive alla prima – introdotto dal decreto Sostegni-ter – ha avuto impatto immediato sul mercato. Molti potenziali acquirenti, come le piccole banche, hanno messo in stand-by le operazioni, sapendo di non poter più rivendere i tax credit dopo averli acquistati. E l’allarme ha coinvolto i servizi legati a queste attività, come quelli offerti dalle piattaforme di scambio (si veda Il Sole 24 Ore del 28 gennaio).

Oltre alla stretta che deriva dalle nuove regole, ce n’è anche una indiretta, legata all’incertezza applicativa. Alcuni dubbi sono stati chiariti giovedì 27 gennaio a Telefisco:

1 la franchigia prevista dalla legge di Bilancio non vale mai per il bonus facciate. Per la cessione o lo sconto in fattura, cioè, servono sempre l’asseverazione e il visto;

2 nel caso in cui si esegua un intervento di manutenzione straordinaria, si possono cedere anche le spese per la manutenzione ordinaria collegata (ad esempio, la tinteggiatura dopo la ristrutturazione di un alloggio);

3 anche l’installazione di impianti di condizionamento con pompa di calore è cedibile, in quanto manutenzione straordinaria;

4 per asseverare la congruità dei costi per i bonus ordinari diversi dall’ecobonus, i tecnici possono usare i prezzari Dei fin dal 12 novembre (entrata in vigore del Dl Antifrodi), perché il chiarimento contenuto nella legge di Bilancio è retroattivo;

5 la possibilità di applicare la cessione o lo sconto in fattura per l’acquisto del box auto pertinenziale – introdotta dalla legge di Bilancio – vale anche per gli acconti, ma solo se pagati dal 1° gennaio.

Nel videoforum con Italia Oggi è stato inoltre chiarito che le spese per visti e asseverazioni sono detraibili fin dal 12 novembre. Venerdì scorso le Entrate hanno poi aggiornato le proprie Faq, precisando che la franchigia per i piccoli lavori varrà per tutte le comunicazioni inviate dal 4 febbraio, anche se relative lavori del 2021. Resta invece in bilico la necessità di avere una polizza assicurativa “da superbonus” per il tecnico che assevera i bonus ordinari.

Chiarimenti e Faq sono utili, ma non bastano a superare il vero ostacolo emerso in questi giorni. Chi vuole tentare la via della cessione o dello sconto in fattura oggi deve mettere in conto tempi lunghi, oltre al rischio di non trovare un compratore o un tecnico asseveratore"

Informazioni tratte dal Sole 24 Ore 31 Gennaio 2022

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